Quali esami farò prima di sottopormi alla LASIK?
Il primo passo prima di un intervento LASIK è una valutazione oculistica completa e accurata.
Gli esami preoperatori permettono di verificare lo stato di salute degli occhi, misurare con precisione il difetto refrattivo e studiare le caratteristiche della cornea. L'obiettivo è stabilire se il paziente è un buon candidato alla procedura e individuare il trattamento più appropriato e sicuro per ogni singolo caso.

Vediamo quali sono le principali valutazioni eseguite prima dell'intervento.
Anamnesi e storia clinica
La storia clinica del paziente rappresenta una parte importante della valutazione preoperatoria.
Condizioni generali di salute
Alcune patologie sistemiche, come un diabete non adeguatamente controllato o determinate malattie autoimmuni, possono influenzare i processi di guarigione e devono essere attentamente valutate prima di programmare l'intervento.
Durante la visita vengono inoltre considerati eventuali farmaci assunti, precedenti interventi chirurgici, allergie e altre condizioni che potrebbero avere rilevanza per la chirurgia refrattiva.
Gravidanza e allattamento
Durante la gravidanza e l'allattamento le variazioni ormonali possono determinare modificazioni temporanee della refrazione e della superficie oculare. Per questo motivo la chirurgia refrattiva viene generalmente rimandata fino a quando la situazione ormonale e la correzione visiva non si siano nuovamente stabilizzate.
Valutazione della vista e del difetto refrattivo
L'oculista misura l'acuità visiva e determina con precisione il difetto refrattivo, valutando la presenza e l'entità di miopia, ipermetropia e astigmatismo.
Una misurazione accurata e stabile della refrazione è fondamentale perché rappresenta uno degli elementi principali utilizzati per programmare il trattamento laser.
Refrazione in cicloplegia
In alcuni pazienti può essere utile eseguire anche una refrazione cicloplegica.
Attraverso specifici colliri viene temporaneamente ridotta l'attività dell'accomodazione, cioè il meccanismo con cui il cristallino modifica la propria messa a fuoco. In questo modo è possibile misurare il difetto refrattivo limitando l'influenza dell'accomodazione.
Questo esame può essere particolarmente utile nei pazienti giovani, negli ipermetropi o quando esiste una differenza significativa tra le diverse misurazioni della refrazione.
Controllo completo della salute degli occhi
Prima della LASIK viene eseguito un esame accurato dell'occhio per escludere condizioni che possano controindicare l'intervento o richiedere un trattamento preliminare.
L'oculista valuta:
- palpebre e superficie oculare;
- congiuntiva;
- cornea;
- camera anteriore;
- cristallino;
- retina;
- nervo ottico.
Quando indicato, le pupille vengono dilatate con appositi colliri per consentire un esame approfondito del fondo oculare e identificare eventuali alterazioni retiniche o del nervo ottico.
Viene inoltre misurata la pressione intraoculare, insieme alla valutazione degli altri elementi necessari per identificare eventuali condizioni oculari che richiedano ulteriori approfondimenti prima della chirurgia.
Valutazione dell'occhio secco e della superficie oculare
La qualità della superficie oculare è particolarmente importante nella chirurgia refrattiva.
La LASIK può determinare, soprattutto nelle prime settimane o nei primi mesi dopo l'intervento, un aumento temporaneo dei sintomi di secchezza oculare. Per questo motivo prima della procedura vengono valutati il film lacrimale, la superficie della cornea e la presenza di eventuali segni di disfunzione delle ghiandole di Meibomio o di occhio secco.
Quando necessario, la superficie oculare viene trattata e stabilizzata prima di procedere con l'intervento.
Misurazione dello spessore corneale – Pachimetria
La pachimetria misura lo spessore della cornea ed è uno degli elementi fondamentali della valutazione preoperatoria.
Durante la LASIK una parte del tessuto corneale viene rimodellata dal laser. È quindi necessario verificare che lo spessore e le caratteristiche della cornea consentano di effettuare il trattamento mantenendo un'adeguata stabilità strutturale.
La valutazione non si basa tuttavia esclusivamente sullo spessore: vengono considerate anche la forma della cornea, l'entità della correzione necessaria e la quantità di tessuto che rimarrà dopo il trattamento.
Quando la LASIK non rappresenta la soluzione più indicata, possono essere prese in considerazione tecniche differenti, come la PRK.

topografia e tomografia corneale
Lo studio dettagliato della cornea è essenziale prima di qualsiasi intervento di chirurgia refrattiva.
La topografia corneale analizza in particolare la curvatura della superficie corneale, mentre la tomografia corneale permette una valutazione più completa della struttura della cornea, comprese la superficie anteriore e posteriore e la distribuzione dello spessore corneale.
Questi esami consentono di individuare eventuali irregolarità e di riconoscere condizioni come il cheratocono o altre forme di ectasia corneale, che possono rendere la LASIK non indicata.
Misurazione della pupilla
La dimensione della pupilla può essere misurata in differenti condizioni di illuminazione, in particolare in condizioni di scarsa luminosità.
Questo dato viene valutato insieme agli altri parametri oculari nella pianificazione del trattamento. Nei pazienti con pupille molto ampie al buio può essere particolarmente importante considerare il possibile rischio di disturbi visivi notturni, come aloni e abbagliamento.
Analisi del fronte d'onda – Aberrometria
In alcuni casi la valutazione preoperatoria può comprendere anche l'aberrometria, o analisi del fronte d'onda.
Questo esame studia il modo in cui la luce attraversa l'intero sistema ottico dell'occhio e consente di rilevare non soltanto i comuni difetti refrattivi, ma anche le cosiddette aberrazioni ottiche di ordine superiore.
Queste piccole imperfezioni possono contribuire, in alcuni pazienti, a disturbi come:
- aloni;
- abbagliamento;
- riduzione della qualità visiva in condizioni di scarsa illuminazione;
- difficoltà nella visione notturna.
I dati ottenuti dall'aberrometria possono essere utilizzati, quando indicato, insieme alle altre misurazioni preoperatorie per pianificare un trattamento ancora più personalizzato.
Perché tutti questi esami sono importanti?
La chirurgia refrattiva non deve essere programmata considerando soltanto il numero di diottrie da correggere.
La sicurezza e la qualità del risultato dipendono da una valutazione complessiva che comprende refrazione, forma e spessore della cornea, superficie oculare, pupilla e salute generale dell'occhio.
Solo dopo aver analizzato tutti questi elementi l'oculista può stabilire se la LASIK è indicata oppure se un'altra tecnica di chirurgia refrattiva rappresenta una scelta più appropriata.