Cheratocono

    Il cheratocono è una malattia corneale non infiammatoria caratterizzata da un assottigliamento e protrusione della cornea, che porta ad una deformazione a forma di cono. Questa alterazione provoca astigmatismo irregolare e riduzione della qualità visiva, che può peggiorare nel tempo se non trattata. Il decorso della malattia è generalmente progressivo, soprattutto tra i 6 e i 30 anni di età.

    Cheratocono

    Cosa è il cheratocono?

    La cornea è la prima lente del nostro apparato visivo, ha la forma di cupola ed è posta nella parte anteriore dell'occhio.  Quando la cornea si assottiglia e si gonfia come un cono si parla di cheratocono. Quando la forma della cornea  cambia, chiaramente porta i raggi luminosi che entrano nell'occhio fuori fuoco ed a distanze irregolari dalla retina. Di conseguenza, la tua vista è sfocata e distorta, rendendo difficili le attività quotidiane come leggere o guidare.

     

     

     

    Quanto velocemente può progredire il cheratocono?

    Nessuno può dire esattamente quanto velocemente la tua vista cambierà con il cheratocono. Il cheratocono inizia spesso tra  adolescenza e i primi 20 anni. I sintomi della tua vista peggiorano lentamente in un periodo di circa 10-20 anni.  La maggior parte delle persone scopre che il loro cheratocono si stabilizza intorno ai 40 anni. Per poche persone, i sintomi continuano a peggiorare dopo i 50 anni. Il cheratocono tende a progredire più rapidamente se inizia in giovanissima età.

    Quali sono i sintomi del cheratocono?

    Il cheratocono colpisce spesso entrambi gli occhi e può portare a una visione molto diversa tra i due occhi. I sintomi possono differire in ogni occhio e possono cambiare nel tempo.

    Nella fase iniziale, i sintomi del cheratocono possono includere:

    • lieve offuscamento della vista
    • visione leggermente distorta in cui le linee rette appaiono piegate o ondulate
    • maggiore sensibilità alla luce. Facile abbagliamento
    • Aloni attorno alle luci brillanti 
    • arrossamento o gonfiore degli occhi
     

    Nelle fasi successive, i sintomi del cheratocono spesso includono:

    • peggioramento della visione 
    • Vedere doppio quando si vede con un solo occhio 
    • aumento della miopia o dell'astigmatismo. Di conseguenza, potresti aver bisogno spesso di nuove prescrizioni di occhiali.
    • non essere in grado di indossare le lenti a contatto abituali. Potrebbero non adattarsi più correttamente e sono scomode.

    Il cheratocono di solito impiega anni per passare dalla fase iniziale a quella avanzata. Per alcune persone, tuttavia, il cheratocono può peggiorare rapidamente. La cornea può gonfiarsi improvvisamente e iniziare a cicatrizzare, perde la sua levigatezza e diventa meno chiara. Di conseguenza, la vista diventa ancora più distorta e sfocata.

    Come si fa diagnosi di cheratocono?

    L'esperienza e la conoscenza del medico associate alla possibilità di avere strumentazione moderna e molto avanzata permette di fare diagnosi molto precoce e di modificare sostanzialmente la prognosi del ragazzino con cheratocono. I bimbi vanno controllati attentamente soprattutto se sono soggetti con allergie oculari o se esiste familiarità per cheratocono. Adesso passiamo in rassegna diversi strumenti dai più semplici che si trovano in tutti gli studi medici fino ai più complessi reperibili solo nei centri oculistici più avanzati.

    L' oftalmometro di Javal o cheratometro manuale è uno strumento che consente la misurazione della curvatura corneale: allineando le mire riflesse sulla superficie dell'occhio del paziente puoi misurare la cheratometria minima e massima (K) e gli assi corrispondenti. Ciò si ottiene concentrandosi su quattro punti all'interno della zona corneale centrale di 3,0-4,0 mm.  Lo svantaggio è che potrebbe non essere un buon strumento per l'identificazione del cheratocono precoce posteriore. Inoltre, poiché le misurazioni sono limitate alla curvatura anteriore centrale della cornea, potrebbe non rilevare un cheratocono manifesto con cono lontano dal centro della cornea. Poiché questi pazienti sono buoni candidati al cross-linking, questa è una limitazione considerevole. 
     
    La  lampada a fessura è un esame completo che prevede l'utilizzo di un microscopio con un fascio di luce stretto per esaminare la cornea. Spesso l' oculista riesce a diagnosticare un  cheratocono ad uno stadio avanzato in quanto può rivelare eventuali anomalie strutturali come
     il segno di Munson
     
     
     le strie di Vogt
     
     
     
    l'anello di Fleischer
     
     
     I vantaggi includono la sua capacità di fornire immagini dettagliate della cornea e la sua accessibilità nella maggior parte delle cliniche oculistiche di base. Gli svantaggi includono la necessità di oculisti qualificati per eseguire e interpretare i risultati dell'esame. Inoltre, nelle prime fasi della condizione, le anomalie strutturali sopraindicate possono non essere presenti o possono essere molto lievi da passare inosservate.
    Spesso mi capita di fare prima diagnosi grazie all' immagine distorta del disco di Placido che l' autorefrattometro riflette sulla superficie corneale.

     

    La topografia corneale basata su Placido è una tecnica di imaging non invasiva che misura la superficie anteriore della cornea, fornendo dati quantitativi sulla curvatura e sulle irregolarità della superficie.  Sebbene la maggior parte dei dispositivi offra indici per identificare le cornee anormali e suggerisca diagnosi di cheratocono, gli studi indicano che i risultati sono più affidabili se eseguiti da medici esperti. Infatti alcune irregolarità corneali possono portare a mappe topografiche fuorvianti, complicando la differenziazione del cheratocono da condizioni come la deformazione indotta da lenti a contatto, la scarsa qualità del film lacrimale o gli artefatti della palpebra. La topografia basata sul disco di placido analizza principalmente la superficie corneale anteriore centrale, potenzialmente mancante delle anomalie della superficie posteriore, caratteristiche del cheratocono precoce. Pertanto, la topografia da sola potrebbe non essere sufficiente per rilevare le prime fasi della malattia.

    la tomografia corneale è ampiamente considerata il gold standard per identificare il cheratocono precoce. Alcuni topografi moderni sono anche tomografi, ossia sono in grado di mappare con precisione sia la superficie anteriore che quella posteriore della cornea, fornendo risultati di alta precisione. La sua sensibilità consente di rilevare i primi segni di cheratocono, rendendolo il metodo più affidabile per la diagnosi precoce. Inoltre, gli indici ottenuti attraverso la tomografia corneale consentono un'accurata stadiazione della gravità della malattia e i suoi risultati sono facilmente interpretabili. L'esecuzione della tomografia corneale richiede un medico qualificato.  Accertatevi quando eseguite una topografia che il macchinario sia un TOPOGRAFO SIRIUS CSO oppure un  OCULUS PENTACAM in quanto in grado di studiare anche la faccia posteriore della cornea.

    La tomografia a coerenza ottica (OCT) è una tecnica di imaging ad alta risoluzione che utilizza la luce del vicino infrarosso e l'interferometria a bassa coerenza per fornire informazioni dettagliate sulla morfologia dei tessuti, comprese le mappe di spessore dei singoli strati corneali. Questa modalità di imaging può generare sia topografia anteriore che posteriore, nonché immagini in sezione trasversale della cornea. Vari tipi di OCT sono stati sviluppati e si sono dimostrati efficaci nel rilevare precocemente  piccole irregolarità della forma corneale e variazioni di spessore che possono indicare l'insorgenza precoce della malattia.

     

    Di seguito sono esposte le due principali classificazioni del cheratocono:                                Amsler-Krumeich e Belin ABCD.


    📊 Sistema di classificazione Amsler-Krumeich

    Fase Miopia e/o Astigmatismo indotti Cheratometria (Diottrie) Spessore corneale (µm) Cicatrizzazione
    Fase 1 < 5 D < 48 D > 400 No
    Fase 2 5–8 D < 53 D > 400 No
    Fase 3 8–10 D > 53 D 300-400 No
    Fase 4 Non misurabile > 55 D < 300

     


    🧪 Sistema di classificazione Belin ABCD

    Fase ARC (3 mm zone) PRC (3 mm zone) Spessore corneale (µm) Acuità visiva  
    Fase 1 >7,05 mm (<48 D) >5,70 mm (<59,25 D) > 450 µm  10/10
    Fase 2 > 6,35 mm (< 53 D) > 5,15 mm (< 65,5 D) > 400 µm < 5/10  
    Fase 3 > 6,15 mm (< 55 D) > 4,95 mm (< 68,5 D) > 300 µm < 1/10  
    Fase 4 < 6,15 mm (> 55 D) < 4,95 mm (> 68,5 D) ≤ 300 µm < 1/20  

    considera la curvatura anteriore (A), posteriore (B), lo spessore minimo (C) e la visione corretta (D), raggio di curvatura anteriore nella zona di 3,0 mm centrato sulla posizione più sottile della cornea (ARC) , raggio di curvatura posteriore nella zona di 3,0 mm centrato sulla posizione più sottile della cornea (PRC); 


     

    Dopo molte discussioni di esperti internazionali la problematica della progressione del cheratocono è un tema non ancora universalmente standardizzato. Le variazioni delle mappe di curvatura posteriori, le variazioni della migliore acuità visiva corretta, l’assottigliamento dell’apice corneale e l’aumento dell’asimmetria della superficie anteriore restano, in definitiva, parametri tutti molto efficaci, insufficienti se presi singolarmente. Altro interessante dato è che alterazioni e variazioni in diminuzione dello spessore corneale, oltre ad avvenire di frequente in zona non ottica, possono verificarsi pre cocemente prima che aumenti la curvatura nelle mappe tomografiche anteriori e posteriori. Si comprende bene come l’utilizzo di tomografi sia per ciò necessario, rispetto ai più semplici topografi a riflessione, nell’ottenere mappe pachimetriche full thickness, ossia con la misura dello spessore in tutta l'area corneale compresa la periferia.

    Anche le proprietà biomeccaniche corneali sono cruciali per la diagnosi precoce del cheratocono. Il Corvis ST, un tonometro a soffio d'aria senza contatto, cattura immagini ad alta velocità dell'occhio per monitorare la deformazione corneale . La ricerca mostra che il Corvis ST è molto efficace nella valutazione della biomeccanica corneale, in particolare nella distinzione tra cheratocono precoce e occhio normale. Tuttavia la sua precisione nel rilevare il cheratocono precoce è  nella maggior parte dei casi leggermente inferiore rispetto al tomografo corneale Sirius o al Pentacam. La combinazione dei due esami, tomografia e studio della biomeccanica corneale, rende possibile una diagnosi ancora più precoce del cheratocono.

     La necessità di una stadiazione biomeccanica (BEST) è nata dal fatto che le cornee ectasiche di solito mostrano un indebolimento biomeccanico e una maggiore deformazione rispetto alle cornee sane quando esposte a un fattore di stress biomeccanico standardizzato come il soffio d'aria  fornito dal Corvis ST® (Oculus, Wetzlar, Germania). Il BEST si basa sull'indice biomeccanico di Corvis (CBI) e fornisce una valutazione biomeccanica della gravità, della stadiazione e della progressione del cheratocono.

     

    Come va trattato il cheratocono?

    Le opzioni di trattamento del cheratocono precoce per gestire i sintomi e migliorare la vista includono:

    Occhiali

    Quando il cheratocono si sviluppa per la prima volta, potrebbero essere consigliati occhiali che correggono la vista, ma generalmente aiutano solo per un breve periodo. È bene avere sempre occhiali co la prescrizione aggiornata.

    Lenti a contatto

    Il cheratocono è più comunemente trattato con lenti a contatto.q Ogni paziente è un caso a parte per cui ognuno ha la preferenza per un tipo di lente a contatto.

     

    Una delle strategie più efficaci per migliorare la visione nei pazienti affetti da Cheratocono è l’utilizzo di lenti a contatto personalizzate, realizzate in base alla morfologia della cornea e al grado di avanzamento della patologia.

    È importante sottolineare che non esiste una regola universale: la scelta della lente migliore dipende dalle caratteristiche individuali dell’occhio e dal comfort del paziente.

     

    🔹 Lenti Mini-Sclerali

    Tra le soluzioni più efficaci e all’avanguardia troviamo le lenti mini-sclerali, disponibili anche in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale (ASL).

    Queste lenti non si appoggiano direttamente sulla cornea, ma sulla sclera, la parte bianca dell’occhio, creando una camera di liquido lacrimale tra lente e cornea.

    I principali vantaggi sono:

                         visione nitida e stabile anche nei casi più complessi,

                         elevato comfort, poiché non vi è contatto diretto con la cornea,

                         protezione della superficie oculare, che riduce irritazioni e attriti.

    L’applicazione delle lenti mini sclerali richiede una valutazione topografica accurata e un adattamento personalizzato, eseguito da un professionista esperto in contattologia avanzata.

     

    🔹 Lenti Morbide Spessorate per Cheratocono

    Grazie alle più recenti innovazioni tecnologiche, oggi è possibile utilizzare lenti morbide spessorate ad alta precisione dedicate al Cheratocono, realizzate con materiali ad altissima permeabilità all’ossigeno.

    Queste lenti, grazie al loro design personalizzato, riescono a compensare completamente le irregolarità corneali che alterano la visione, offrendo:

                         una qualità visiva eccellente,

                         stabilità di visione durante tutto il giorno,

                         comfort elevato, ideale anche per portatori sensibili.

    Si tratta di una soluzione perfetta nelle fasi iniziali o intermedie della patologia, o per chi desidera una lente facile da gestire con ottime prestazioni visive.

     

    🔹 Lenti Rigide Gas Permeabili (RGP)

    Le lenti rigide gas permeabili rappresentano una delle soluzioni storiche per la correzione del Cheratocono.

    Grazie alla loro struttura rigida, creano una nuova superficie ottica regolare davanti alla cornea, permettendo una visione chiara e definita.

    Pur richiedendo un breve periodo di adattamento, restano una valida opzione nei casi in cui si desideri una correzione visiva precisa e stabile. Anche in questo caso, la personalizzazione dell’applicazione è fondamentale per garantire comfort e salute oculare.

                                                                                                                     

     La maggior parte delle persone ha una vista eccellente quando le lenti a contatto vengono utilizzate quotidianamente. L'uso delle lenti migliora al contempo la fotofobia e le carenze visive. In caso di cheratocono molto avanzato l'approccio terapeutico cambia in quanto gli occhiali e le lenti a contatto non sono più sufficienti .

     

    Cross-linking corneale Il tuo oftalmologo utilizza una speciale luce UV e colliri per rafforzare la cornea. In questo modo si aiuta ad appiattire o irrigidire la cornea, evitando che si gonfi ulteriormente
    Intacs. Questo è un piccolo dispositivo curvo che il tuo oftalmologo inserisce chirurgicamente nella cornea. Gli Intac aiutano ad appiattire la curvatura della cornea per migliorare la vista.

     

    Cheratoplastica lamellare anteriore profonda (DALK): Gli strati anteriori danneggiati della cornea vengono rimossi e sostituiti con strati identici provenienti da una cornea di un donatore sano.

     

    Trapianto di cornea o Cheratoplastica penetrante (PK) . Quando i sintomi sono gravi, l'oftalmologo può suggerire un trapianto di cornea. L'oftalmologo sostituisce tutta o parte della cornea malata con tessuto cornea sano del donatore.

     

     

    Messaggio per te dal Centro Oculistico Balzano: 

    Non strofinarti gli occhi! Con il cheratocono evita di strofinare gli occhi! Questo può danneggiare il tessuto corneale sottile e peggiorare i sintomi. Se hai prurito agli occhi che ti fa strofinare, parla con il tuo oculista per controllare le tue allergie con uno o più colliri. Scopri cosa può offrire il nostro team per la prevenzione e la cura del tuo cheratocono

     

     

     

    Domande Frequenti su Cheratocono

    Il trattamento di cross-linking corneale epi-on (cioè senza rimozione dell'epitelio) non è doloroso durante la procedura perché viene eseguito con anestesia locale in gocce. Si può avvertire un leggero fastidio o bruciore. Il metodo epi-on è noto per causare meno disagio post-operatorio rispetto alla tecnica epi-off. Nei 2-3 giorni successivi all'intervento è comune provare una sensazione di corpo estraneo, sensibilità alla luce (fotofobia) e, in alcuni casi, un lieve dolore controllabile con l' antidolorifico che normalmente utilizziamo. È consigliato un periodo di riposo, evitando la lettura e l'uso di dispositivi elettronici.

    Il cross-linking corneale con luce pulsata è preferibile perché la luce pulsata UVA permette di somministrare l'energia in modo intermittente, evitando i minimi danni collaterali ai tessuti circostanti e migliorando il processo di recupero rispetto ad un' emissione continua. Infatti la riboflavina, esposta ai raggi UVA, diventa eccitata e innesca una serie di reazioni che generano nuovo ossigeno singoletto e radicali liberi. Queste specie attive inducono la formazione di nuovi legami o cross-link. L' eccesso di radicali liberi, che non serve alla reticolazione ed al rafforzamento delle fibre di collagene, e che potrebbe danneggiare i tessuti circostanti, viene neutralizzato grazie al contatto con l' ossigeno nelle fasi di assenza di luce.

    In verità molti centri oculistici non posseggono la strumentazione e la noleggiano. Lo strumento noleggiato molto spesso è la versione non aggiornata che permette di eseguire il trattamento solo con luce continua.Il CFX-LINKER® è un macchinario rivoluzionario specifico per il cross-linking corneale. Questo dispositivo è noto per il suo protocollo esclusivo Custom Fast CXL (cfCXL), un trattamento EPI-ON a basse potenze che utilizza un modello matematico per personalizzare i parametri del trattamento basandosi sui dati topografici e pachimetrici di ogni paziente, garantendo sicurezza ed efficacia.

    Il dottor Balzano preferisce usare la tecnica epi-on o transepiteliale con luce pulsata perché dura molto di meno, consente un recupero rapidissimo ed ormai le evidenze cliniche e gli studi internazionali hanno dimostrato la stessa efficacia della tecnica epi-off, molto più sgradita al paziente

    Il dottor Balzano effettua il cross-linking presso il centro Radices di Pagani in via Mangioni n.19

    Il costo del cross-linking con il dottor Balzano è di 850€. Probabilmente il costo più basso sul territorio nazionale. Questo è possibile grazie al fatto che l'apparecchio è stato comprato direttamente dalla Fidia SpA e non viene nollegiato ogni volta. Questa scelta consente al dottor Balzano di poter utilizzare più velocemente la tecnologia, di non aver un' apparecchio "muletto" che va su e giù per la regione Campania e di poter offrire la procedura con un costo competitivo.

    Successivamente al cross-linking sarai visitato più volte senza pagare nulla. A distanza di 4 mesi ripeterai l' esame topografico gratis per confrontarlo con quello preoperatorio. Dopo 9 mesi dal cross-linking ripeterai nuovamente l' esame topografico che sarà questa volta a pagamento.


    Perché Scegliere il Dr. Luigi Balzano

    Esperienza Pluriennale

    Oltre 20 anni di esperienza nel trattamento delle patologie oculari con risultati eccellenti.

    Tecnologie Avanzate

    Ogni centro utilizza le più moderne tecnologie diagnostiche e terapeutiche, sempre rinnovate negli anni per stare al passo con i progressi scientifici.

    Approccio Personalizzato

    Ogni paziente riceve un piano di trattamento studiato specificamente per le sue esigenze.

    Follow-up Dedicato

    Monitoraggio costante del progresso e supporto continuo durante tutto il percorso di cura.

    Centri sul Territorio

    Presenza di 4 sedi in Campania, facilmente raggiungibili anche da Napoli e Salerno. Sempre disponibile ampio parcheggio nelle vicinanze.

    Hai bisogno di una consulenza?

    Non esitare a contattare il Dr. Luigi Balzano per una valutazione specialistica della tua condizione.